Associazione Oasiverde

Amore per la natura, rispetto per i suoi delicati equilibri e volontà di preservarli.

Questi principi hanno spinto alcuni ragazzi ad unirsi in un’associazione
che si concretizza nella creazione di un
luogo il cui assetto possa dare la possibilità alle persone di sviluppare attraverso l’esperienza diretta un senso di umiltà e rispetto verso l’ambiente che ci circonda.
Si tratta di un terreno la cui estensione raggiunge circa 5.500 metri mq. i cui confini sono definiti da un ruscello e da un bosco molto suggestivo.

Il progetto si sviluppa in quattro parti fondamentali:

1. Il primo forte impatto avverrà con gli animali della fattoria. E’ già presente un parco acquatico totalmente recintato dove si possono osservare rare specie di anatre ed altri uccelli acquatici, tartarughe palustri e piante ornamentali. Tra gli altri animali già presenti si possono annoverare dei bellissimi esemplari di asini romagnoli e pecore massesi (nere), una razza italiana originaria della maremma che oltre alle caprette forniranno il latte necessario alla produzione, assieme ai bambini, di formaggi genuini.  Sono poi presenti maialini tailandesi, conigli allo stato selvatico, cani, e diverse varietà di polli e colombi ornamentali ed altri piccoli amici liberi di muoversi all’interno dei loro recinti. Nell’Oasiverde  si disporrà di un’area attrezzata per la “Pet Therapy” con animali addomesticati a tale scopo. Sono già state completate alcune fondamentali strutture quali: un granaio, una stalla, due piccole colombaie  e sono iniziati i lavori di assemblaggio di una struttura in legno attrezzata per disabili. Infine vi saranno alveari per la produzione di miele, propoli e prodotti affini con la possibilità per i visitatori di partecipare attivamente alle fasi della lavorazione. La nostra associazione ritiene fondamentale che i bambini imparino fin da subito che l’animale non deve essere considerato come oggetto di mercato, ma grazie ad un sano rapporto si può creare un vicendevole scambio di affetto. Tramite  la presenza dei genitori, prendendosi cura di un animale, il bambino si responsabilizza e attraverso la costanza arricchisce la propria emozionalità.

  Oasiverde  sta pensando alla realizzazione di un  percorso  che permetterà di accedere ad una zona boschiva ancora vergine e molto suggestiva, dove potranno osservarsi con tutta facilità i nidi degli uccelli stanziali (Ghiandaia, Picchio muraiolo e Picchio verde, Poiana ed altri), le tane ed impronte di animali selvatici quali: Istrici,Tassi, Caprioli, Ghiri, Lepri, Moscardini, Conigli selvatici ecc., ponendo un accento sul desiderio di ripopolare alcune fondamentali  specie animali appartenenti al patrimonio endemico italiano: lo  Scoiattolo Rosso Sciurus Vulgaris)  al quale si  dedicherà un'area riservata al rimboscamento con piante di nocciolo; l' Ululone  a ventre giallo appenninico ( Bombina Pachypus) ,  il (Bufo Viridis) o Rospo Smeraldino, la Salamandra Pezzata (Salamandra Salamandra), la (Hyla Arborea) la Raganellae  (l’ Emys Orbicularis) la Tartaruga Palustre Europea, anch’esso  animale a rischio ed incluso nel"Trattato di Berna".

 La zona boschiva e quella lacustre offriranno la possibilità di riconoscere la  flora tipica delle nostre terre (rosa canina,biancospino, prugnolo). In più verrà allestito un arboreto composto da alberi da frutto con particolare attenzione  a quelli ormai scomparsi chiamati: “frutti antichi” o “dimenticati” che in parte sono già naturalmente presenti all’interno della fattoria didattica.  Noi riteniamo che piante come il melo cotogno, il mandorlo,  il pero cotogno, il biricoccolo, il pero selvatico il melo selvatico, il nocciolo, il nespolo o il sorbo selvatico non debbano scomparire dalla nostra eredità.  Nell’oasi vi  sarà un “orto dei piccoli” in grado di accogliere le scolaresche con la possibilità di cimentarsi nella coltura di gruppo avvicinandosi all’etica dell’agricoltura biologica dalla semina alla raccolta. Una zona dell’orto verrà adibita alle erbe officinali ed aromatiche molte delle quali considerate mellifere (piante visitate dagli insetti pronubi per la raccolta di polline e nettare, le quali sono impiegate dagli apicoltori per far pascolare le api e migliorarne la produzione), mentre una serra verrà specializzata nella coltura di peperoncini dalle forme più disparate, con oltre 80 diverse varietà provenienti da tutto il mondo. ESCAPE='HTML'

2. La zona boschiva e quella lacustre offriranno la possibilità di riconoscere la flora tipica delle nostre terre (rosa canina, biancospino, prugnolo). In più verrà allestito un arboreto composto da alberi da frutto con particolare attenzione  a quelli ormai scomparsi chiamati: “frutti antichi” o “dimenticati” che in parte sono già naturalmente presenti all’interno della fattoria didattica.  Noi riteniamo che piante come il melo cotogno, il mandorlo,  il pero cotogno, il biricoccolo, il pero selvatico il melo selvatico, il nocciolo, il nespolo o il sorbo selvatico non debbano scomparire dalla nostra eredità.  Nell’oasi vi  sarà un “orto dei piccoli” in grado di accogliere le scolaresche con la possibilità di cimentarsi nella coltura di gruppo avvicinandosi all’etica dell’agricoltura biologica dalla semina alla raccolta. Una zona dell’orto verrà adibita alle erbe officinali ed aromatiche molte delle quali considerate mellifere (piante visitate dagli insetti pronubi per la raccolta di polline e nettare, le quali sono impiegate dagli apicoltori per far pascolare le api e migliorarne la produzione), mentre una serra verrà specializzata nella coltura di peperoncini dalle forme più disparate, con oltre 80 diverse varietà provenienti da tutto il mondo.

3. Con la collaborazione di esperti del settore, nell’ide a del progetto si desidera organizzare  corsi di botanica,  focalizzando  
l’ attenzione sulla potatura, sull’estrazione di olii essenziali ed alla distillazione di piante officinali che contengono al loro interno principi attivi utili alla prevenzione, nonché  alla cura di numerose malattie dell’uomo, degli animali e delle piante stesse.  

4 . Oltre  ad introdurre i visitatori ai principi dell’agricoltura biologica che cura il terreno come elemento vitale eliminando l’uso delle sostanze chimiche, all’interno del podere si potranno osservare i diversi sistemi energetici alternativi ed ecologici, in particolare  le fonti di energia rinnovabile come quella eolica e la fotovoltaica . E’ già stato strutturato un sistema di raccolta ed approvvigionamento delle acque piovane, collegando le grondaie delle strutture sparse nell’area, confluendole in un unico punto di raccolta.

Del disegno globale fa parte soprattutto l’intenzione di rendere il bosco accessibile anche ai non ugualmente abili, i quali difficilmente hanno la possibilità di avvicinarsi a zone verdi di questo tipo, attraverso la progettazione di un percorso attrezzato mediante passerelle in legno e  sistemi di trazione ancora in fase di progettazione.  Riteniamo di fondamentale importanza il riaccostamento alla natura di quelle persone che normalmente e per ragioni legate al loro handicap motorio, ne hanno subito un distacco. Oasiverde vuole basarsi sulla potenziale probabilità che in qualsiasi momento ognuno di noi potrebbe subire una menomazione fisica. La nostra filosofia è quella di considerarci attualmente “fisicamente privilegiati”. A tale scopo impieghiamo le nostre forze per  rendere il “bosco” una vera oasi,  affinché tutti abbiano la possibilità di mantenere il contatto con gli alberi, le foglie e gli animali selvatici.

 Purtroppo da troppo tempo l’uomo ha reciso i legami con la natura adottando ed imponendo la propria Ragione come spartiacque tra umano e animale, riducendo il mondo naturale a propria immagine ed utilità. L’apparente successo evolutivo della specie umana ha comportato la nascita dell’opposizione NATURA v.s. CULTURA e la conseguente associazione agli allettanti concetti di SUPERIORITA’ e INFERIORITA’ ha automaticamente posizionato l’uomo ad un ruolo di dominante supremazia, causando il sacrificio delle specie considerate inferiori. Ma tutto questo ha un costo. L’uomo ha confinato i suoi sensi alla sfera dell’utile e del necessario attuando una irreversibile separazione rispetto a tutto ciò che non rientra in questi ristretti canoni. L’uomo ha perso il concetto di “unione”col mondo naturale che lo circonda.